Ispirata da un articolo del libro “Prepared Childbirth – The Educator’s Guide” di Amis e Green, oggi ti faccio un elenco di cose da sapere perché il tuo parto abbia maggiori probabilità di seguire i suoi ritmi naturali, e di non finire in un cesareo.
Premessa: non intendo presentare il parto cesareo come il male assoluto, come un tipo di parto inferiore alle altre tipologie di nascita, ammesso e non concesso che esistano specifiche categorie – io direi infatti che esistono tanti modi di nascere quante sono le donne che partoriscono. Il parto cesareo è un modo per far nascere un bambino, e può essere positivo e soddisfacente come ogni altro. Il parto cesareo, quando sussista un’emergenza, è una procedura che salva vite umane.
Detto questo, esso è e rimane, un intervento che comporta diversi rischi, una procedura chirurgica addominale, pertanto la sua pratica deve essere regolamentata. L’aumento dei parti cesarei non ha alcuna giustificazione medica, in quanto non riduce in maniera significativa la mortalità o la morbidità neonatale e materna. Molti cesarei non sono necessari.
Ecco le dieci cose da fare per evitare il parto cesareo:
Lascia che il travaglio inizi da solo.
- La ricerca medica ha chiaramente dimostrato che l’induzione con ossitocina sintetica aumenta di 6 volte la possibilità di taglio cesareo.
- Non avere fretta, il tuo bambino e il tuo corpo sanno quando tutto è pronto e nelle condizioni migliori.
- Se pensi che ti possa rassicurare, puoi chiedere verso la fine della gravidanza monitoraggi più frequenti, oppure controllare i movimenti giornalieri del tuo bambino (si possono scaricare da internet delle cartelle per farlo).
Assumi una doula o fai in modo che una donna esperta di parto sia con te e il tuo partner durante il travaglio.
- Se non è possibile avere più di una persona alla volta nella sala parto, considera un’alternanza fra il tuo partner e la doula o ostetrica privata o donna esperta. Anche il tuo partner può aver bisogno di sostegno, di prendersi una pausa, e tu di avere a tua disposizione le mani, il cuore e l’esperienza di una donna che è lì solo per te e non ha nessun altro compito o formulario da compilare (al contrario delle ostetriche dell’ospedale).
- E’ fondamentale ricevere un sostegno costante (la famosa continuità della cura, che mette la donna e il suo bambino al centro, mentre attorno a loro vengono adattate le cure) in travaglio, indipendentemente dai cambi turno e dal momento della giornata. La cosa migliore è costruire il tuo team durante la gravidanza.
- Gli studi dicono che i parti con la doula hanno una minore percentuale di richieste di analgesia, minore percentuale di cesarei e una migliore valutazione dell’esperienza di parto da parte della mamma.
Stai a casa durante la fase preliminare del travaglio.
- La durata media del travaglio per una primipara è fra 12 e 17 ore, quindi, a meno che vi sia un’emergenza, non avere fretta di andare all’ospedale e, nella fase preliminare del travaglio, ricorda le parole d’ordine: Relax, Distrazione e Riposo.
- A casa puoi muoverti liberamente, fare una passeggiata nel parco, rilassarti nella vasca da bagno o sotto la doccia, e mangiare/bere seguendo le necessità del tuo corpo. Una volta che andrai all’ospedale, ci potrebbe essere un’eccessiva attenzione a farti partorire in uno specifico lasso di tempo (alcuni ospedali hanno dei limiti di tempo, entro i quali la donna DEVE partorire).
- Ricorda, le contrazioni da travaglio attivo sono regolari, durano 45-60 secondi, con un intervallo di 4-5 minuti. La regola suggerita da molte ostetriche è chiamata 4-1-1 (quattro minuti tra una contrazione e l’altra, di un minuto di durata, per un’ora di seguito): quando il travaglio entra in questa fase, è un buon momento per andare all’ospedale.
- La tua doula o l’ostetrica privata possono aiutarti a capire il momento opportunto per andare in ospedale.
Se non conosci le alternative, non ne hai alcuna. (D. Korte)
Chiedi il monitoraggio intermittente, invece che continuo.
- L’ACOG (American Congress of Obstetricians and Gynecologists) afferma che il monitoraggio intermittente (ad intervalli regolari di tempo) è sicuro quanto quello continuo per donne a basso rischio e che il monitoraggio continuo è associato con un aumentato rischio di parto cesareo, a causa della maggiore probabilità di falsi positivi.
- Ricorda: deve sussistere un pattern di distress cardiaco per decidere di intervenire con un cesareo. Una semplice caduta del ritmo cardiaco, singola e di breve durata, è normale, specialmente nelle fasi finali del travaglio e specialmente durante il picco delle contrazioni.
Chiedi di avere solo l’hep lock (cioè solo l’ago pronto per l’intravenosa) senza la preparazione fisiologica attaccata costantemente.
- L’intravenosa blocca la tua libertà di movimento e di usare misure di sollievo come la doccia e la vasca da bagno.
- ACOG dice che è sicuro bere liquidi autonomamente durante il travaglio, non hai bisogno dell’intravenosa.
- Ci sono rischi associati alla iperidratazione causata dalla sacca di liquidi.
Muoviti!
- Se è possibile portati in ospedale una palla da esercizio (le chiamano swiss balls o gym balls), è un modo meraviglioso per stare sedute senza fare pressione sul perineo, e in più ti consente di muovere i fianchi, oscillare il corpo e aprire il bacino di qualche grado in più che se tu fossi seduta o in piedi o sdraiata.
Stai in piedi, cammina, cambia posizioni frequentemente. Più ti muovi, più il travaglio progredisce e il tuo bambino si posiziona più facilmente nel canale del parto.
Prova metodi naturali per la gestione del dolore/evita o ritarda l’epidurale.
- Anche se il fatto che l’epidurale possa aumentare il rischio di parto cesareo è una questione controversa, è certo che gli interventi cui verrai sottoposta a causa di un’epidurale (monitoraggio costante, intravenosa, catetere, spesso ossitocina sintetica per velocizzare il travaglio, forcipe o ventosa) cambiano il modo in cui gestisci il travaglio e il parto.
- Molte donne hanno grande sollievo dal dolore quando si immergono in acqua calda. Una doccia, camminare, ondeggiare il bacino aggrappata al tuo partner, massaggio, parole di incoraggiamento etc. ti aiutano a gestire le contrazioni. Clicca qui per altri utili suggerimenti.
- Ricorda che la parte più dura del travaglio è anche la più breve.
Chiedi più tempo.
- Finchè tu e il tuo bambino state bene, non ti devi preoccupare della durata del travaglio.
- Siamo condizionate a reagire al dolore con paura ed ansia, come di fronte ad un pericolo, ma il dolore del travaglio non è pericoloso. Se le contrazioni diventano più regolari, più forti e più ravvicinate, le cose stanno progredendo come dovrebbero.
- Se il tempo medio di durata per un primo travaglio è 12-17 ore, allora devi considerare che qualche travaglio “normale” durerà molto di più della media. Anche un temporaneo rallentare o fermarsi delle contrazioni è considerato normale.
Non iniziare a spingere finché non senti l’urgenza di farlo.
- Aspettare a spingere finché non ne senti il desiderio impellente riduce la durata della fase espulsiva del parto.
- Spingere seguendo il desiderio del tuo corpo, invece che essere istruita a farlo in modi/tempi specifici, è più sicuro per te e per il tuo bambino, per esempio riduce il rischio di lacerazioni perineali gravi.
Credi nel processo della nascita e in te stessa.
- La maggior parte delle donne (almeno 85-90% secondo le stime del OMS) può ed è in grado di partorire vaginalmente. Fai tutto ciò che puoi per aumentare le tue probabilità di un parto sicuro per te e il tuo bambino.
Approfondimenti
Innecesareo, organizzazione no profit avente come scopi principali quelli di migliorare la salute materno infantile nel prevenire cesarei innecessari, promuovere e supportare il VBAC (nascita vaginale dopo cesareo), offrire sostegno emotivo post cesareo o parto medicalizzato.
