di Carmen Innocenti

Data presunta parto: cosa serve sapere

Che cos’è la data presunta parto? Cosa è importante sapere al riguardo?

La durata di una gravidanza viene calcolata in 280 giorni, iniziando a contare dal primo giorno delle ultime mestruazioni, per un totale di 40 settimane. Alla prima visita prenatale il medico o l’ostetrica, tramite il regolo ostetrico, ti informerà della tua DPP (data presunta parto) ed incomincerà per te il conto alla rovescia.

Cosa succede al termine del conto alla rovescia? Succede che sei nel temuto “post termine”, quando ti verrà detto che il tuo bambino “non vuole uscire”, che sei in ritardo…o peggio, che la tua gravidanza è a rischio.

Facciamo allora alcune considerazioni che possano tranquillizzarti. Anzitutto, come succede spesso quando si tratta di definire la variabile e complessa natura umana attraverso parametri standard, il compito della scienza medica non è facile, e le sue risposte non sono univoche, ancorché vengano presentate in questo modo.

Il calcolo della data presunta parto è infatti ottenuto in maniera probabilistica, e non assiomatica. Insomma, devi focalizzarti sulla parola PRESUNTA, invece che su DATA!

In ostetricia si considera “a termine” ogni gravidanza che si concluda tra le 37 e le 42 settimane di gestazione. Ciò significa che all’interno di questo intervallo di tempo, di ben 5 settimane, ed in assenza di fattori di rischio diversi, la gravidanza è da considerarsi “normale”, ed è possibile attendere che il travaglio inizi spontaneamente.

Quindi la data presunta parto (DPP) identifica un intervallo temporale medio intorno al quale il travaglio dovrebbe iniziare spontaneamente, ma non marca nessun limite netto ed univoco entro il quale devi partorire.

La data presunta parto deve dunque darti un’idea generale, ma piuttosto ampia, del periodo dell’anno in cui il tuo bambino nascerà. 

Per il resto, abbandona l’idea che il medico o l’ostetrica ti possano dire QUANDO esattamente PARTORIRAI.

parto frasi
Il senso di incertezza è di difficile gestione, ma la gravidanza è una di quelle situazioni in cui tutto va meglio quanto più si è disposte ad ascoltare prima di intervenire.

Grazie alla data presunta parto potrai programmare controlli e visite, saprai in che stagione tuo figlio nascerà, cosa dovrai preparare per il suo arrivo e potrai iniziare a programmare le ferie, ma considera un ampio margine di scarto per tutte queste attività.

Il fatto è che vi sono diversi fattori che determinano l’estrema variabilità della DPP. Vediamo quali.

  1. In primo luogo non è possibile identificare l’esatto giorno del concepimento. Anche se fossi sicura di quando hai avuto il rapporto “vincente”, non potresti mai con sicurezza sapere se la fertilizzazione è avvenuta istantaneamente, e quando è avvenuto l’impianto dell’ovulo fertilizzato nell’utero, operazione che può richiedere qualche giorno.

  2. Inoltre la lunghezza del ciclo mestruale di ogni donna è diverso, ed influenza anch’esso la durata della gestazione, mentre il calcolo della maggior parte dei sistemi ostetrici si basa sul classico ciclo di 28 giorni con il concepimento fissato al 14mo giorno del ciclo. Si tratta di una situazione ideale che non rappresenta la maggior parte delle donne, la quale invece ha cicli e periodi fertili variabili, anche da un mese all’altro.

  3. Anche l’età, lo stato di salute e il peso influenzano la durata della gestazione.

  4. La genetica sembra avere una certa importanza: in parole povere, se tua madre tende ad avere gravidanze oltre la 40esima settimana, tu potresti avere un’alta probabilità di fare lo stesso.

  5. Il modo stesso in cui si è arrivati a scoprire la regola delle 40 settimane è molto affascinante, quanto non scientifico. La regola di Naegele, così si chiama la stima della durata del parto, fu elaborata dal botanico Harmanni Boerhaave che nel 1744 trovò un metodo per calcolare la DPP basandosi sulla prova che nella Bibbia la gestazione umana dura circa 10 mesi lunari. Da quando si diffuse, ad inizio 1800, questa regola è stata adottata come standard, anche se in realtà un mese lunare dura 29.53 giorni, pertanto 10 mesi lunari corrisponderebbero ad una gestazione di 295 giorni, cioè 15 giorni in più dei classici 280 che siamo abituati a considerare.

A conferma di questo, da alcuni dati provenienti da un ricerca inglese del 2013 risulta come solo il 4% delle donne partorisce spontaneamente a 40 settimane, mentre l’80% lo fa fra le due settimane precedenti e le due successive la 40esima settimana.

Se per il secondo e terzo figlio i tempi tendono a ridursi (ma non sempre), il primo bambino generalmente non si fa vedere prima di 40+5 settimane, che corrisponde alla 41esima settimana.

data presunta parto

Un suggerimento utile potrebbe essere quello di abituarsi al MPP, mese presunto parto, invece che affezionarsi ad una specifica data. Tra le altre cose, potrebbe essere proprio il MPP, piuttosto che la DPP, ad essere divulgato tra parenti e amici. Questo potrebbe evitarti lo stress di domande e commenti inopportuni tipo “Ma sei ancora incinta? Quando ti fanno l’induzione? Perché non vai a farti un controllo? Ti hanno fatto lo scollamento delle membrane? Perché non ti fai rompere le acque? Non ha proprio voglia di nascere questo bambino, eh!?”.

In quelle ultime settimane di gravidanza, in cui ti senti pesante, dolorante, forse un po’ ansiosa rispetto al parto, che vorresti iniziasse al più presto ma verso il quale nutri un certo timore, non hai bisogno di extra stress. Hai bisogno di calma, coccole e tanta ossitocina!

Considerati i dati reali che indicano come ogni gravidanza sia unica e di durata variabile, è importante fare qualche domanda in più qualora il medico ti suggerisca di programmare un’induzione per una ragione temporale senza fondamento scientifico, nata con Aristotele, diventata famosa nel 1800 (!) e mai più messa in discussione.

Tra l’altro c’è uno studio nuovo molto interessante al riguardo, se hai dimestichezza con l’inglese, e che spiega come la durata della gravidanza sia ancora più variabile di quanto si pensasse. Considera un albero da frutto, come avrai notato non tutti i frutti maturano nello stesso momento, eppure è lo stesso albero. Nessun agricoltore, per quanto esperto e saggio conoscitore dei suoi alberi, potrà prevedere quando un certo frutto cadrà dall’albero, anche se può riconoscerne i segnali. Allo stesso modo nessuna gravidanza è identica all’altra, nessun bambino è identico agli altri e il tempo che necessita a te e a lui/lei per “maturare” sarà diverso.

Il tuo corpo non è come la carrozza magica di Cenerentola, che si trasforma in zucca allo scoccare della mezzanotte. Se sa creare un bambino naturalmente, sa anche farlo nascere in modi e tempi altrettanto naturali.

Bibliografia

Mittendorf, R. Et al., The length of uncomplicated human gestation, OB/GYN, vol. 75, No., 6 June, 1990, pp. 907-932.

ACOG Practice Bulletin #55: Clinical Management of Post-term pregnancy.

http://residents.fammed.org/Block%20Curriculum/G1/FMS%20B%20G1%20articles/ACOG_Management_of_Postterm.52.pdf

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